lunedì 2 luglio 2018

SI' VIAGGIARE (2)


A Essaouira, a camminare sui bastioni, al vento, con una veste bianca, e ad Amherst nella 
casa di Emily Dickinson ad accarezzare la sua scrivania, e poi a Lisbona nell' Alfama
a mangiare sardine e pasticcini al cocco, e ancora a perdermi con lo sguardo sul Gran Canyon, stordita da tanta vastità e bellezza, e a Ellis Island, a baciare la terra dei miei antenati migranti, poi tornati, con qualche parola nuova strascicata in bocca, e a Itaca di nuovo in quella piccola chiesa, e ad Amsterdam a vedere la stanza di Etty e a camminare lungo il fiume, cercando di cogliere la bellezza che lei coglieva con il suo sguardo, e poi a Port Angeles nella casa di vetro di Raymond, mio maestro e amico, dove lui ha chiuso gli occhi dopo dieci anni dieci di felicità perfetta e la certezza di essere stato amato, e nella casa museo di Georgia,dalla lunga vita in quel
deserto di luce, a vedere i suoi fiori, sì, potrebbe bastare, ma forse no, non ancora, ecco il giardino di Virginia e quel fiume dove ha camminato con i sassolini in tasca, la tomba di Marguerite, solo per ringraziarla, la tomba di Chagall l'ho già visitata, in un giornata di sole a Saint Paul de Vence, tenerezza pura, così spoglia. Adesso sì, potrebbe bastare. E isole, isole, mare e spazio intorno, a tutto tondo, Mi sto preparando, sto preparando le ali. Troppi anni, troppi, senza questa magia. Il viaggio deve essere lento, il viaggio deve durare.

E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E che cos'è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra. 

(Ultimo frammento, di Raymond Carver)




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