mercoledì 29 marzo 2017

L'AMORE TARDIVO 3

"Ada se n'era appena andata. Era quasi notte. Giorgio si era seduto sulla vecchia poltrona di damasco senza accendere la luce. Dalla casa accanto si sentivano le voci e le risate dei bambini, Jasmine che cantava, il sottofondo stupido della televisione. Ma, stranamente, non era infastidito. Avvertiva la vita pulsare dentro e fuori di sé, ecco una saracinesca che si abbassava, il clacson lontano di una macchina, l'abbaiare di un cane. L'insegna lattiginosa del supermercato riverberava nella stanza. Avrebbe potuto restare così per ore, calmo, appagato, senza muovere un muscolo. Nell'aria c'era ancora l'odore di Ada, un odore di erba fresca, di primavera. Forse era il suo profumo o la saponetta che usava. O forse, come i santi, emanava qualcosa di buono e di sacro. Avevano parlato tanto e di tutto. Come due vecchi amici. Come un uomo e una donna. Come un uomo anziano e una donna giovane. Come due persone che si ritrovano dopo un viaggio. E ora lui non voleva rompere quell'incanto ancora sospeso nella stanza, temeva che muovendosi, spostando la coltre dell'aria, quel pulviscolo magico e rarefatto sarebbe scomparso e di quella meraviglia non sarebbe rimasto più nulla" 

Un brano dal mio romanzo "L'Amore Tardivo": l'inizio di un amore, il momento magico in cui tutti i nostri sensi, all'erta, congiurano per procurarci quello stato di felicità che avviene poche volte nella vita e che, nella sua perfezione, quasi spaventa.

Per saperne di più:  https://bookabook.it/prodotto/lamore-tardivo/

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