venerdì 7 aprile 2017

ALLE DONNE DELL'EST CHE ACCUDISCONO I NOSTRI VECCHI (dalla raccolta "Ofelia non c'è più)









  

  Di zigomi ridenti

e chiacchierate allegre

sempre di bianco

soprattutto nylon
per sembrare seta

a ingannare miseria
come regine

cariche di fagotti

in mercanzia


piccole croci d’oro

e orecchini finti di perle
vero lo sguardo puro

bionde di taglio strano
fatto in casa fra amiche



tacchi sbilenchi
e zattere azzurre

per galleggiare meglio
su asfalto straniero



badanti (parola nuova)
di smemorati persi

di gambe e di pensiero
che accudite con mani

gentili rassegnate
di unghie dipinte male

scorticate dall’acqua
che passa sotto i ponti

tanta e mai stanca
e passeggiate per mano

come bambini grati



figli lontani

scoloriti nel tempo

e nella faccia


amanti nuovi di zecca

coloriti di vodka e di vino
robusti teneri di paura

sulla metro che porta
ai mercati dei poveri

in domeniche libere (ma quanto?)

di Babele senza torri.



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