domenica 26 luglio 2015

TRE POESIE




Nelle mie stanze imperfette

mi tengo prigioniera

ho fatto voto da anni

so mantenere gli impegni

nessuna distrazione dalla meta

guardare fisso il mare

finché la luce non scolora

aspettare l’arrivo delle rondini

riconoscere le crepe

misurandone a occhio nudo

spessore e lunghezza

raschiare via la terra dai bulbi secchi

fino alla prossima fioritura

tenere sempre l’acqua in caldo

per un tè

nel caso arrivassero amici

quell’ora è sacra

fra giorno e notte

a segnare il confine

me la godo con calma

in silenzio

piccole nuvole in tondo

presagi

le pietre squadrate

nel ventre aperto del teatro

colonne romane

metafisico spazio

di cui io sono regina.


 





Adesso sarei pronta
Ma non ho più fretta

I preparativi

I rituali

Le cerimonie

Hanno fatto il loro tempo

Semplicemente aspetto

Intanto mi ascolto

Accordo i miei tasti

Riprendo lo specchio

Per grattare la patina

E il velo

Quello che vedo

Non mi spaventa

Me lo sono meritato

Quindi di che lamentarsi

È il guadagno di anni

In solitudine imperfetta.






L’odio non lo conosco

E neppure l’invidia

Solo un fastidio a volte

Che poi svapora

Conosco le mie trame

I fili

I rammendi

Gli strappi

Ma non so cucire

Non ho mai imparato

Ti ricordi?

Facevi l’orlo ai pantaloni

Senza giudicarmi

Io m’occupavo d’altro

Ognuno ha i suoi talenti.




















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